Un ETF mira a replicare il più fedelmente possibile l’andamento del proprio indice. Esistono tre metodi di base. Quello usato da un fondo è indicato nel prospetto e nel documento contenente le informazioni chiave (KID).
Replica fisica completa
Il fondo acquista tutti i titoli dell’indice con i relativi pesi. È comune per indici con pochi titoli liquidi, come il DAX o l’Euro Stoxx 50.
- Le posizioni corrispondono all’indice e di solito vengono pubblicate regolarmente.
- Ogni modifica dell’indice e ogni reinvestimento dei dividendi comporta costi di transazione.
Replica fisica a campionamento
Per indici con moltissimi titoli o titoli poco liquidi, come l’MSCI World o l’MSCI Emerging Markets IMI, il fondo acquista solo una selezione rappresentativa. L’obiettivo è riprodurre le caratteristiche principali dell’indice: paesi, settori, dimensioni delle società.
- I costi di negoziazione sono in genere più bassi rispetto alla replica completa.
- Lo scostamento dall’indice (tracking error) può essere maggiore, perché non tutti i titoli sono detenuti.
Replica sintetica (swap)
Il fondo stipula un total return swap con una o più banche. La banca si impegna contrattualmente a pagare il rendimento dell’indice; in cambio il fondo cede il rendimento di un proprio paniere di titoli o di liquidità.
- Swap unfunded: il fondo detiene un paniere di titoli che può differire dall’indice e ne scambia il rendimento con quello dell’indice.
- Swap funded: il fondo trasferisce liquidità alla controparte e riceve garanzie in cambio.
Il paniere non è arbitrario: deve rispettare le regole di diversificazione e liquidità della direttiva OICVM (UCITS), e molti emittenti ne pubblicano la composizione.
Gli swap consentono di accedere a indici con titoli difficili da negoziare. Per alcuni mercati, come le azioni statunitensi, il carico fiscale sui dividendi può essere inferiore rispetto alla replica fisica, a seconda della struttura. Se e in che misura ciò valga dipende dalle norme fiscali e dal contratto di swap e può cambiare. I costi dello swap non sono sempre inclusi nel TER; la tracking difference mostra l’effetto complessivo di tutti i costi.
Confronto dei rischi
Rischio di controparte dello swap
Se la controparte dello swap fallisce, viene a mancare il valore non ancora regolato dello swap. La direttiva OICVM limita l’esposizione verso una singola controparte in derivati OTC al 10 % del patrimonio del fondo se si tratta di un ente creditizio, al 5 % negli altri casi. Molti emittenti azzerano regolarmente lo swap (reset) e richiedono garanzie. Resta un rischio residuo, ad esempio se le garanzie perdono valore durante una crisi.
Prestito titoli nei fondi fisici
Anche i fondi a replica fisica possono essere esposti al rischio di controparte se prestano titoli dietro compenso. L’entità, le garanzie e la ripartizione dei proventi tra fondo ed emittente sono indicate nella relazione annuale e spesso sul sito dell’emittente.
Trasparenza
Nella replica fisica le posizioni corrispondono all’indice o a una sua selezione. Nella replica sintetica l’esposizione all’indice deriva dallo swap; il paniere detenuto può essere molto diverso dall’indice.
Cosa verificare
- Metodo di replica, controparti dello swap, garanzie e prestito titoli sono descritti nel prospetto, nel KID e nella relazione annuale.
- La tracking difference su più anni è più significativa del solo TER.
- Nessun metodo è migliore in assoluto. Dipende dall’indice, dai costi, dall’effetto fiscale e dalla propria valutazione del rischio di controparte.
Questa spiegazione è generale e non costituisce consulenza in materia di investimenti. Le caratteristiche di un fondo sono indicate nella sua documentazione d’offerta.
Fonti: direttiva 2009/65/CE (direttiva OICVM), in particolare l’art. 52; orientamenti ESMA sugli ETF e altre questioni relative agli OICVM (ESMA/2014/937).